Effetti del glifosato

Soppressione ad opera del glifosato del funzionamento degli enzimi del citocromo P450 e della sintesi di aminoacidida parte della flora batterica intestinale: meccanismo patogenetico di molte malattie moderne

Traduzione del Dott. Giovanni Beghini (ISDE)

Anthony Samsel and Stephanie Seneff

1 Independent Scientist and Consultant, Deerfield, NH 03037, USA – anthonysamsel@acoustictracks.net

2 Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory, MIT, Cambridge, MA 02139, USA – Seneff@csail.mit.edu

Tel.: +1-617-253-0451; Fax: +1-617-258-8642.

Il glifosato, il principio attivo diRoundup®, è l’erbicida più usato in tutto il mondo. L’industria produttrice (Monsanto) sostiene che è minimamente tossico per gli esseri umani, ma in questo articolo si sostiene il contrario. I suoi residui si trovano nei principali alimenti della dieta occidentale, costituita principalmente di zucchero, mais, soia e grano. L’inibizione da parte del glifosato degli enzimi del citocromo P450 (CYP) è una componente trascurata della sua tossicità per i mammiferi. Gli enzimi CYP giocano un ruolo cruciale in biologia,che è quello di disintossicare dagli xeno biotici (le sostanze che derivano dall’esterno come tossici e farmaci. Così, il glifosate peggiora gli effetti dannosi diresidui chimici, alimenti, farmaci e tossine ambientali. L’impatto negativo sull’organismo è insidioso e si manifesta lentamente nel tempo come danni di infiammazione cellulare cronica nei sistemi di tutto il corpo. Qui mostriamo come funziona l’interferenzacongli enzimi CYP, come agisca sinergicamente con la rottura della biosintesi degli aminoacidi aromaticidai batteri intestinali.. Le conseguenze possono comprenderela maggior parte dellemalattiee delle condizioni associate a una dieta occidentale, e comprendono disturbi gastrointestinali,obesità, diabete, malattie cardiache, depressione, autismo,sterilità, cancroe malattia diAlzheimer. Spieghiamogli effetti documentati delglifosateela sua capacità diindurre la malattia, e mostriamoche il glifosate è l’ “esempio da manuale” del meccanismo di danno esogeno:larottura dell’omeostasi di un organismo da parte di tossine ambientali.

Glifosate

Introduzione


I prodotti alimentari della dieta occidentale, derivata principalmente dall’ agricoltura industriale, sono sempre più ottenuti utilizzando un sistema che si basa sui due pilastri delle sementi geneticamente modificate e sull’applicazione di prodotti chimici tossici. Geni batterici estranei sono integrati mediante l’ingegneria genetica e i residui chimici tossici sono assimilati dalle piante ingegnerizzate. La ricerca indica che i nuovi RNA e DNA batterici che forniscono la resistenza agli erbicidi chimici e altre caratteristiche delle piante geneticamente modificate, hanno effetti biologici ancora sconosciuti. Questo documento tuttavia esamina solo gli effetti del glifosate, l’erbicida più popolare del pianeta.
Il glifosato (N-phosphonomethylglycine) è il principo attivo nell’erbicida Roundup ®.  E’ l’erbicida principale in uso oggi negli Stati Uniti, e sempre più in tutto il mondo, in agricoltura ed anche nella manutenzione del prato, soprattutto ora che il brevetto è scaduto. L’ 80% degli organismi geneticamente modificati, in particolare mais, soia, colza, cotone, barbabietole da zucchero e, più recentemente, di erba medica, sono specificamente indirizzati verso l’introduzione di geni di resistenza al glifosate, il cosiddetto Roundup Ready ®

“Negli esseri umani, solo piccole quantità (~ 2%) del glifosato ingerito sono metabolizzati ad acido aminomethylphosphonic (AMPA) mentre il resto entra nel flusso sanguigno ed è infine eliminato attraverso l’urina [1]. Gli studi hanno dimostrato un forte aumento di contaminazione da glifosate nei torrenti del Midwest degli Stati Uniti dopo la metà degli anni ’90, che è in relazione con l’uso sempre più massiccio come erbicida in agricoltura [2]. Anche un’altra pratica ormai comune di essiccazione delle colture di cereali attraverso l’erbicida somministrato poco prima della raccolta comporta una maggiore presenza di glifosate nel cibo. [3-5]. L’industria sostiene che il glifosato ha una bassissima tossicità  per i mammiferi [6,7], e che quindi non costituisce un problema se esso viene ingerito con il cibo. Si è sostenuto che la sua tossicità acuta è inferiore a quella dell’aspirina [1,6]. Come conseguenza, la misurazione della sua presenza in un alimento è praticamente inesistente. Una piccola minoranza di esperti ritiene che il glifosato può invece essere molto più tossico di quanto affermato, anche se gli effetti saranno visibili soltanto dopo un considerevole lasso di tempo. Così, mentre gli studi a breve termine su roditori non hanno mostrato alcuna tossicità apparente [8], gli studi che comportano l’esposizione a vita  hanno dimostrato danni a fegato e rene ed un rischio notevolmente aumentato di cancro, con riduzione della speranza di vita [9]. Il meccanismo d’azione nelle piante è l’interruzione della della sintesi degli amminoacidi essenziali aromatici: fenilalanina, tirosina, e triptofano [10]. Il dogma attualmente accettato è che il glifosate non sia nocivo per gli esseri umani e per i mammiferi perché questa via metabilica è assente in tutti gli animali. Tuttavia, questa essa è presente nei batteri intestinali, che svolgono un ruolo importante e finora in gran parte trascurato nella fisiologia umana [11-14] attraverso un rapporto integrato con l’ospite umano. Oltre a favorire la digestione, i batteri sintetizzano vitamine, disintossicano da xenobiotici e participano nel sistema immunitario all’ omeostasi ed alla permeabilità del tratto gastrointestinale [14]. Inoltre, i fattori dietetici modulano la composizione microbica dell’intestino [15]. L’incidenza di malattie intestinali infiammatorie come la malattia di Crohn ad esordio giovanile è notevolmente aumentata negli ultimi dieci anni in Europa occidentale [16] e Stati Uniti [17]. E’ ragionevole supporre che l’impatto del glifosato sui batteri intestinali possa contribuire a queste malattie.

Tuttavia, il fatto che i topi femmina siano altamente suscettibili ai tumori mammari in seguito ad esposizione cronica al glifosato [9] suggerisce che ci può essere qualcos’altro. La nostra ricerca sistematica nella letteratura ci ha portato a comprendere che molti dei problemi di salute che sembrano essere associati alla dieta occidentale potrebbero essere spiegati da danni biologici che sono già stati attributi al glifosato. Si tratta di problemi digestivi, obesità, autismo, malattia di Alzheimer, depressione, morbo di Parkinson, malattie del fegato, e cancro.

Mentre molte altre fattori di rossicità ambientali, ovviamente, contribuiscono a queste malattie e condizioni, crediamo che il glifosato possa costituire la più significativo fattore tossico ambientale, soprattutto perché è pervasivo ed è spesso manipolato a causa del suo uso come prodotto non tossico.  In questo lavoro, svilupperemo la tesi che il recente  allarmante aumento di tutti questi problemi di salute possa essere fatto risalire ad una combinazione di disbiosi intestinale, un’anomalia del trasporto del solfato, ed alla soppressione dell’attività dei vari membri della famiglia di enzimi citocromo P450 (CYP). Abbiamo trovato la prova evidente che il glifosato distrugge i batteri intestinali e sopprime la classe degli enzimi CYP.

Nella parte restante di questo documento, per prima cosa forniremo le prove dalla letteratura che spiegano alcuni dei modi in cui il glifosato danneggia le piante, microbi, anfibi e mammiferi. Nelle sezioni successive si discuteranno dettagliatamente tutti i meccanismi patogenetici.

Si consdererà il ruolo che svolge la disbiosi intestinale, probabilmente derivante da esposizione al glifosato, nella malattia infiammatoria intestinale e la sua relazione con l’autismo.

Si sosterrà che l’eccesso di sintesi di composti fenolici associati all’esposizione glifosato rappresenti una strategia per compensare menomazioni nel trasporto di solfato libero.

Poi si documenterà come il glifosate inibisca gli enzimi CYP.

In seguito si spiegherà come l’obesità possa derivare dalla deplezione del triptofano sierico a causa del suo sequestro da parte dei macrofagi per rispondere alle infiammazioni.

Si mostrerà come un’ estrema deplezione di triptofano possa portare ad una compromissione dell’ assorbimento dei nutrienti ed all’anoressia nervosa.

Si fornirà una breve revisione di tutti i ruoli svolti dagli enzimi CYP nel metabolismo.

Si discuterà di una probabile conseguenza della rottura dell’enzima CYP-analogico, ossido nitrico sintetasi endoteliale(ENOS) da parte del glifosate .

Poi si mostrerà come gli effetti del glifosato potrebbero plausibilmente portare a patologie legate al cervello come autismo, demenza, depressione e morbo di Parkinson.

Si citeranno poi diversi altri fattori di salute che possono essere legate al glifosato, compresi i problemi riproduttivi e cancro.
Infine si discuteranno le prove attualmente disponibili di come il glifosato stia contaminando le nostre scorte di cibo, soprattutto negli ultimi anni

Questa è una prima parte dell’articolo originale. Prossimamente pubblicheremo la seconda parte e il riassunto. La bibliografia sarà pubblicata con la seconda parte

 

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