fonte: http://www.repubblica.it/ambiente/2013/07/23/news/allarme_per_met_delle_farfalle_ue-63531818/

 

Allarme Ue, metà delle farfalle a rischio per pesticidi e attacco alla biodiversità

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Il rapporto dell’Agenzia europea per l’ambiente conferma un panorama inquietante: delle 17 specie esaminate, 8 sono in netta diminuzione, 2 appaiono stabili, 1 è in espansione e 6 hanno un trend incerto. Colpa delle colture intensive e dell’abbandono dei campi marginali di ANTONIO CIANCIULLO

ROMA  – Nella Valle delle Farfalle, a Rodi, da giugno a settembre va in scena uno spettacolo della natura, un festival di colori e ali che attrae turisti da tutto il mondo. I greci dovranno rinunciare anche a questo? Metà delle farfalle d’Europa è minacciata. The European Grassland Butterfly Indicator: 1990 – 2011, il rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente appena uscito, offre un panorama inquietante della situazione. Delle 17 specie esaminate, 8 sono in netta diminuzione, 2 appaiono stabili, 1 è in espansione e 6 hanno un trend incerto.

IL RAPPORTO IN PDF

Hans Bruyninckx, direttore dell’Agenzia europea dell’Ambiente, parla di un “drammatico declino delle farfalle di prato che fa scattare un campanello d’allarme”. Gli habitat adatti alla loro sopravvivenza si riducono sempre di più: vengono sfrattate dall’invasione delle periferie, dall’espansione delle reti stradali, dal moltiplicarsi dei capannoni. La loro scomparsa diventa così non solo un impoverimento della bellezza della natura, ma anche il segno di uno squilibrio degli ecosistemi carico di altre conseguenze.

Paradossalmente le farfalle vengono colpite da due fenomeni apparentemente opposti, ma con una radice comune. Da una parte la crescita di colture intensive, dall’altra l’abbandono dei campi marginali. Nel primo caso si ha un aumento della pressione chimica (più insetticidi, erbicidi, pesticidi). Nel secondo la rottura di un equilibrio secolare in cui l’intervento umano aveva creato un ambiente vario, articolato, ricco di diversità.

“In alcune regioni dell’Europa nord-occidentale, le farfalle di prato sono ormai quasi limitate ai cigli stradali, alle diramazioni ferroviarie, ai luoghi rocciosi, alle paludi, alle riserve naturali”, si legge nel rapporto frutto di un’indagine che è stata condotta in 19 paesi per 20 anni. Il declino complessivo è inoltre maggiore. Il trend di scomparsa è iniziato prima del 1990: quello che la ricerca mostra è l’ultimo colpo che la natura ha subito.

Il primo grido di allarme risale a mezzo secolo fa. Nel 1962 la biologa americana Rachel Carson scrisse Primavera silenziosa, la prima denuncia puntuale del disastro prodotto dai pesticidi. E dieci anni fa Greenpeace lanciò una campagna contro un’altra minaccia per le farfalle: l’effetto di una sostanza legata alla produzione di mais ogm, la tossina Bt “che è tossica per numerosi insetti, non solo per quelli dannosi che si vorrebbe colpire”.

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