Fonte: http://www.caiazzorinasce.net/2013/09/roccamonfina-funghi-avvelenati-dai.html

I pesticidi mettono in crisi la raccolta dei funghi

(10.09.13)    Roccamonfina (Caserta). Il tracollo economico, che sta colpendo i produttori e rivenditori (anche abusivi) dei funghi porcini, del territorio di Roccamonfina, è stato determinato dall’uso indiscriminato di prodotti chimici…

Funghi “ avvelenati” dai pesticidi, gli estimatori della risorsa naturale li evitano, per non incorrere in eventuali intossicazioni. Il tracollo economico, che sta colpendo i produttori e rivenditori (anche abusivi) dei funghi porcini, del territorio di Roccamonfina, è stato determinato dall’uso indiscriminato dei fitofarmaci nei castagneti. Questi prodotti chimici, nel caso siano stati utilizzati, hanno un principio attivo per un limitato periodo , dopodiché gli effetti nocivi per la flora e la fauna, tentano a disperdersi. Per evitare eventuali rischi per la salute, il consumatore dei funghi porcini dovrà farsi carico di pretendere dal venditore, la certificazione attestante che il prodotto naturale, sia stato raccolto in fondo agricolo in cui i proprietari non hanno utilizzato i pesticidi, oppure la garanzia che l’irroramento dei fitofarmaci, sia avvenuto almeno un mese prima, della comparsa dei funghi. Le stesse garanzie, devono essere pretese dai ristoratori, i quali nel caso di un controllo alimentare, dovranno mostrare agli organi competenti, i documenti che certificano la genuinità dei funghi, la loro provenienza ecc. Negli anni passati, i raccoglitori di funghi, che grazie ai castagneti dell’area vulcanica sono rinomati per la loro bontà, riuscivano a guadagnarsi fior di quattrini, oggi con l’avvento degli irroramenti fitosanitari, non riescono a vendere il prodotto, visto che il cliente non si basa più solo sulla bellezza del fungo, ma con ragione, predente la certificazione di non tossicità chimica. Le precauzione che valgono per il compratore, sono uguali per il venditore, il quale dovrà fare attenzione nel “ rifilare” funghi chimici” in quanto può essere denunciato, nel caso in cui il cliente incappi in un malessere riconducibile alle sostanze chimiche termoresistenti. Questa ennesima calamità, la si poteva evitare se negli anni passati, l’amministrazione attuale si fosse fatta carico di emanare il divieto di irroramento chimico, cosi da salvaguardare anche il Torymus. In 5 anni di governo, gli Assessori hanno pensato a lanciare l’antagonista , ed alcune piccole ordinanze, senza preoccuparsi dell’aumento di proprietari che prediligevano la lotta chimica. L’ emanazione di talune leggi,non sono altro che la risposta alle richieste di un popolo che si ribella all’inerzia dei governanti, ma se i diretti interessati “ dormono” è risaputo che nessun re o governatore, penserà alle loro problematiche, fossero anche di sopravvivenza. Con la catastrofe dei funghi, si è aperto uno spiraglio per tutti i proprietari che non vedevano di buon occhio, la presenza massiccia dei raccoglitori di funghi, regolari ed abusivi nei loro castagneti, infatti alcuni di loro, in questi giorni in cui i funghi hanno fatto la loro comparsa, anche se non hanno irrorato riferiscono di averlo fatto, pur di far allontanare il cercatore. Forse sarebbe opportuno che, il proprietario dicesse la verità, cosi da far risalire l’economia dovuta alla vendita del re del bosco (fungo), in attesa che compaia la regina (castagna).

Anna Izzo

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