44% dei prodotti bio con residui di pesticidi, nell’ 8% dei casi superato il limite che fa ritenere deliberato l’impiego della molecola, nel 2% dei casi superati anche i limiti massimi che deve osservare l’agricoltura convenzionale. Un quadro poco confortante che riguarda il commercio global dei prodotti bio (quelli canadesi rappresentavano solo il 20% di quelli analizzati).Troppo pesante il contributo degli effetti deriva ma anche troppo forte la tentazione a usare i pesticidi. Non c’è che da trarne una conclusione: vanno introdotti regolamenti sempre più severi per ridurre gli effetti di deriva, ma bisogna gradualmente eliminare i pesticidi da tutta l’agricoltura.

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Fonte:

http://ici.radio-canada.ca/regions/manitoba/2014/01/10/001-niveaux-pesticies-usage-intentionnel-produits-biologiques.shtml

http://ici.radio-canada.ca/regions/manitoba/2014/01/08/001-aliments-bio-contamines-pesticides-analyse-acia-fruits-legumes.shtml

Circa la metà della frutta e della verdura bio analizzata nel corso di due anni dall’agenzia canadese per l’ispezione degli alimento (ACIA) presenta residui di pesticidi

I dati ottenuti da Radio-Canada, grazie alla legge sull’accesso all’informazione, mostrano anche che, in alcuni casi, i residui di prodotti chimici eccedono i limiti imposti pr l’ahricoltura convenzionale.

L’ACIA non può impedire che tali prodotti siano venduti come bio sul mercato canadese e sostiene che non vi sono rischi per la salute.

Uva, fragole e patate in testa

Secondo i dati dell’ACIA il 45,8% della frutta e della verdura analizzata tra il settembre 2011 e quello del 2013 contiene tracce di pesticidi. Tra i prodotti più contaminati vi sono l’uva, le fragole e le patate. Tra i meno contaminati si trovano le carote.

I dati mettono anche in evidenza che nell’ 1,8% dei casi i residui eccedono i limiti imposti anche per i prodotti dell’agricoltura convenzionale. Nella maggior parte dei casi si tratta di funghicidi, pesticidi utilizzati per contenere lo sviluppo di funghi e muffe.

La maggior parte dei prodotti analizzati sono di importazione, solo un quinto sono canadesi. Tra i prodotti locali il 43% si è rivelato positivo per la presenza di almeno un pesticida.

Quantomeno meno contaminati

Il grado di contaminazione è risultato comunque inferiore del 78,4% rispetto ai prodotti convenzionali ma lascia inquieto il direttore generale dell’Associazione per il commercio dei prodotti biologici: “Noi puntiamo naturalmente a risultati migliori ma non siamo sorpresi”. Egli sottolinea come le quantità di pesticidi rinvenute sono generalmente basse, frazioni di parti per milione. E mette in rilievo come gli alimenti bio contribuiscono ad un ambiente senza pesticidi.

Spesa inutile, secondo un esperto

Da parte sua il Prof. Rick Holley dell’Universiytà del Manitoba conferna che le quantità di pesticidi ritrovate sono generalmente poco elevate ma si domanda se abbia senso pagare di più per questi alimenti e butta lì: “Se uno paga per avere alimenti sani, senza pesticidi, non sono soldi ben spesi”. Inoltre quando le quantità eccedono i limiti di legge c’è da ritenere che ci sia un uso deliberato in violazione delle norme sull’agricoltura bio.

Uso deliberato?

L’8% degli alimenti biologici analizzati dagli ispettori canadesi presentano residui di pesticidi così alti da far ritenere che vi è stato un utilizzo deliberato di tali prodotti.

La sanità canadese ha fissato dei limiti massimi di residui per i pesticidi (LMR). Per l’ACIA (l’agenzia canadese per l’ispezione degli alimenti) quando i residui eccedono del 5% i LMR si deve pensare ad un utilizzo deliberato dei pesticidi.

Radio-Canada ha analizzato i dati analitici ottenuti in due anni dall’ ACIA e ha scoperto che l’8% della frutta e della verdura biologica rientravano in questa categoria. L’analisi di Radio-Canada non ha tenuto conto dei prodotti consentiti in agricoltura biologica o di quelli che persistono a lungo nell’ambiente come il DDT.

Vietati negli Usa, ma non in Canada

Negli Usa l’USDA (Dipartimento per l’agricoltura degli Stati Uniti) impedisce che tali prodotti siano venduti come bio. “Il concetto è che un prodotto bio di principio non dovrebbe presentrare residui dal momento che è ottenuto senza utlizzare pesticidi sintetiuci, ma sono le derive a determinare tali residui”. Dice Miles McEvoy direttore aggiunto del programa bio nazionale americano.

In Canada non esiste un tale divieto. L’ACIA ribadisce che non può impedire la vendita di prodotti che eccedono del 5% i limiti massimi del LMR perché non vi è un rischio per la salute. Però l’Agenzia quando scopre un prodotto che supera del 5% i LMR avvette l’organiso che cura la certificazione bio e dovrà essere quest’ultimo a verificare con il produttore la fonte della contaminazione.

Per il resto il sistema di certificazione in Canada è uguale a qullo degli USA.

Processi penali

Dallo scorso anno l’USDA ha sottoposto a controllo obbligatorio per la presenza di pesticidi il 5% del commercio bio. Ma questo sistama non esiste n Canada dove l’ACIA ispeziona un certo volume di prodotto bio nel quadro del normale programnma ispettivo degli alimenti.

L’USDA ha comminato sanzioni per 500 mila dollari a una dozzina di imprese e le ha anche trascinate in tribunale. Le sue indagini hanno portato in prigione tre persone tra le quali un agricoltore dell’Oregon che è strato condannato per frode elettronica avendo venduto 1,8 milioni di kg di mais eticchettato faudolentemente come bio.

Da parte sua l’ACIA non ha fatto cenno ad alcun processo contro produttori bio. Gli ispettori avevano raccomandato di mettere sotto accusa un panificio britanno-colombiano, ma non sono stati ascoltati.

In compenso l’Agenzia ha revocato la certificazione bio per imprese fraudolente. L’ha fatto nel caso della società del Quebec Jirah Milling and Sales Inc nel 2011, che ha però restituito la certificazione sette mesi dopo.

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