Una malata di MCS dal Veneto scrive a tutti noi che ci battiamo per l’eliminazione dei pesticidi, per la salute e l’ambiente, l’aria e l’acqua pulite, un’agricoltura “rinaturalizzata” incoraggiandoci a continuare a combattere con più forza. “Semi puliti” chiama Giovanna dal Cin i comitati che si battono contro l’uso dei pesticidi e altre forme di inquinamento ambientale (come le biomasse). “Dobbiamo diventare migranti dell’inquinamento? Dobbiamo rinchiuderci nelle caverne, nei rifugi sotterranei come per evitare i bombardamenti della guerra (il riferimento è a un centro di cura per allergie in una ex miniera in Valle Aurina in Sudtirolo)?” O forse non è meglio lottare contro i tanti avvelenamenti “entro i limiti di legge” cui siamo sottoposti?

 

Insieme costituiamo semi puliti che germoglieranno

 

A Michele Corti e agli amici del coordinamento pesticidi no grazie

Sono qui a scambiare dopo la segnalazione di Sara (vedi l’articolo pubblicato su questo blog e ripreso dal sito http://www.ruralpini.it https://pesticidinograzie.wordpress.com/2014/01/22/multiple-chemical-sensitivity-atto-di-accusa-contro-aria-malata-e-pesticidi/ )
Confermo: la Lombardia, il Veneto, l’Emilia  sono all’estremo delle forze come aria. L’aria è malata, per non dire forse che l’abbiamo uccisa.
Sara mi ha fatto venire in mente che una sera d’agosto tornavo nel pomeriggio da Bergamo per arrivare a Treviso, in auto con un’amica.
Con due mascherine non riuscivo a tutelare la mia salute, ma anche la mia amica non malata, non riusciva a respirare.
Abbiamo pregato per arrivare a casa.
L’inquinamento è devastante.
Siamo in tanti con sindromi neuro-immuno-endocrino tossiche come la sensibilità chimica multipla, diventiamo sensibili a piccole dosi di inquinanti, sviluppiamo un’olfattività molto accentuata che porta immediatamente a problematiche infiammatorie, neurologiche, respiratorie e a reazioni corporee molto forti. Ogni giorno noi lottiamo con le particelle d’aria e con gli alimenti, viviamo costantemente con il principio di precauzione e si applica l’evitamento come prevenzione. E’ una disfunzione endocrina, immunitaria, enzimatica, metabolica, recettoriale con modificazioni genetiche.
L’asma,  la sindrome di Sjogren, le tiroiditi,  le sclerosi, il diabete, il Parkison, l’Alzaimer, le allergie, le intolleranze, la fibromialgia, la stanchezza cronica, il cancro… ecc. sono in grande aumento e sono sempre patologie collegate all’ambiente chimico e alla tossicità.
Sono malattie croniche, molto diffuse e in aumento.
Noi che abbiamo la sensibilità ci troviamo ad essere i sensori dell’ambiente.
Comprendo Sara: molti di noi si sono già trasferiti in altre zone più pulite, più sane, per applicare la prima prevenzione: l’evitamento.
C’è chi vive su un fiume, chi è andato sul mare verso Sud, chi si ritira in montagna…famiglie divise, affetti spezzati, che dire?
A volte mi chiedo come fuggire, a volte mi chiedo come affrontare la realtà urlando l’emergenza.
E’ per questo che ora condivido, mi sento sostenuta da  tutti voi del coordinamento no pesticidi, dall’Isde e insieme ad altri “angeli” , INSIEME fondiamo  associazioni, comitati territoriali come semi puliti,  piantati per germogliare e trasformare.

Un anedottoto per tutti: nei pressi di  San Candido c’è la valle Aurina, posto incontaminato con ancora l’acqua  sana e l’agricoltura naturale e contadina. In fondo alla valle, all’estremo Nord dell’Italia, sotto la vetta d’italia  c’è Predoi: qui è stato creato un centro climatico: una miniera di rame  dismessa utilizzata per accogliere pazienti con varie allergie.

Molti sono i pazienti, tantissimi bambini che soggiornano  sotto terra per trovare ristoro e salute.
La cura funziona per diverse ragioni. La mia considerazione è che questa terapia  è un segnale forte e chiaro: abbiamo bisogno di andare dentro la madre terra per trovare beneficio e aria purissima?

Molte sono le associazioni che danno l’emergenza per pazienti allergici alla chimica: in Veneto a marzo del 2013 la M.C.S. è stata riconosciuta, ma mancano ora le norme e l’azione applicativa  per il centro di cura e diagnosi.
Ora un’associazione veneta, l’Anfisc, ha individuato  un gruppo  di medici  plurispecialisti  e ha trovato un centro disponibile, Borgo-Trento di Verona, per creare  questo centro, ma  la Regione accoglierà, finanzierà, collaborerà?
E’ questo un esempio concreto di possibile interazione tra cittadini pazienti/associazione  e politica. Funzionerà? Me lo auguro di tutto cuore.
Se potete fare qualcosa perchè ciò avvenga, potremmo esprimere ancora fiducia nelle istituzioni.
Penso che, come è avvenuto nella Rurh negli anni novanta, solo se istituzioni e cittadini lavoreranno insieme con responsabilità si potrà ancora salvare il  territorio e il  pianeta, l’aria, l’acqua, l’agricoltura  come beni comuni.

Giro a Lei, Michele,  questa comunicazione se desidera può postarla per favore anche sul coordinamento “no pesticidi” e girarla a Sara, se lei lo ritiene possibile.
Con sincera solidarietà a Sara e  come Sara ci sono Vania,  Laura e i suoi quattro figli, Bruno, Vanna, Paola, Antonella, Daniele, Marco, Bruna, Zoe, Camilla, Francesco,  Silvia, Dina, Livia, Ebe, Emanuela, Gabriele, Susanna, Andrea  ….per ogni nome c’è una vita in gioco per la salute.

Grazie per chi si muove e agisce con responsabiltà verso la prevenzione:  e’ questa l’ arma più efficace per non finire tutti migranti per l’inquinamento  o peggio ancora a cercare un sito nel ventre della terra come protezione, come durante i bombardamenti.
Grazie di cuore a  tutti voi e  con fiducia verso un cambiamento.


Giovanna

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