Archivi per il mese di: marzo, 2014

Solo quelli pericolosi?

I pesticidi sono pericolosi in generale, non sono una minaccia alla salute all’ambiente solo alcuni di essi.  Un conto è il gradualismo, ma non ci può essere ambiguità nell’obiettivo dell’abolizione dell’uso di pesticidi in agricoltura. Molte molecole ritenute “innocenti” o “poco pericolose” si sono spesso rivelate dopo decenni di impiego e nuove scoperte scientifiche ed evidenze epidemiologiche molto pericolose.

Molti meccanismi di tossicità ritenuti dipendenti dalla dose si sono rivelati indipendenti dalla dose e attivati a concentrazioni bassissime. I meccanismi di azione biocida apparentemente selettivi interferiscono in realtà in modo imprevisto con complesse catene biochimiche negli organismi viventi. Ecco perché oggi non si può più parlare solo di “riduzione dell’uso” o di “riduzione dei pesticidi pericolosi” o di “limiti di legge” al di fuori di un percorso – sia pure con diversi step –  di uscita dai pesticidi.

Pesticidi No grazie, senza se e senza ma. Non ci sono tecniche agricole rispettose dell’ambiente che prevedono l’uso dei pesticidi.

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fonte: http://www.parmatoday.it/speciale/earth-day/pesticidi-pericolosi-appello.html

Fermiamo i pesticidi pericolosi

Gli ambientalisti dell’Emilia-Romagna chiedono la collaborazione dei sindaci per eliminare l’utilizzo di biocidi sui terreni non agricoli

Ridurre da subito il più possibile l’uso dei pesticidi. Questo è l’appello che Gruppi di Acquisto Solidali (GAS), Associazioni ambientaliste, Associazioni che si occupano di cibo e agricoltura, agricoltori biologici, uniti nel Coordinamento regionale “Pesticidi No Grazie!”, rivolgono a tutti i Sindaci, che hanno la responsabilità di tutelare la salute pubblica.

Il grido d’allarme è sollevato anche dal recente rapporto dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) che documenta l’incremento di pesticidi nelle acque superficiali e sotterranee. La Pianura Padana risulta essere una delle macro aree più contaminate. Sono ancora largamente presenti sostanze ritirate dal commercio da oltre 20 anni, come l’atrazina, un erbicida noto per essere cancerogeno.

“I pesticidi causano gravi danni agli ecosistemi, accrescono il rischio di malattie neurodegenerative e del cancro, interferiscono con il sistema ormonale, con effetti ancora più importanti sui feti e sui bambini- scrive il coordinamento -. Il costo umano, ambientale ed economico di un uso intensivo dei pesticidi è inaccettabile”.

L’appello chiede:
• di vietare fin da subito l’utilizzo di pesticidi e biocidi, nelle aree non agricole (zone pubbliche, parchi, cigli stradali e ferroviari, fossi, viali, orti e verde pubblico e zone private, ecc…) privilegiando metodi di controllo biologici e comunque non chimico, come previsto dalla normativa comunitaria e nazionale.

• di regolamentare le irrorazioni dei pesticidi nelle aree agricole in modo da abbattere la dispersione aerea dei prodotti chimici durante i trattamenti, di limitare l’inquinamento ambientale che è fortemente tossico per il terreno e per gli animali che vi vivono, per impedire la contaminazione dell’ambiente, di persone e cose, con particolare attenzione ai gruppi vulnerabili come i bambini. Le aree soggette a trattamento devono essere segnalate indicando in modo chiaro e immediato i prodotti usati e la loro pericolosità.

“Ognuno di noi, guardando le strisce di erba ingiallita, può rendersi conto di quanto sia diffuso l’uso dei erbicidi, non solo nei campi ma anche sui bordi di strade e ferrovie, lungo le sponde dei corsi d’acqua, vicino a viali, persino nei parchi e nei giardini. Quello che chiediamo non è molto di più dell’immediata applicazione delle norme comunitarie e nazionali che riconoscono i rischi potenziali dei pesticidi per la salute umana e per l’ambiente e hanno come obiettivo la riduzione il più possibile del rischio” – affermano i portavoce del coordinamento regionale.

Il coordinamento riconosce che una riduzione dell’inquinamento sarà possibile solo attraverso iniziative che supportino la transizione a tecniche agricole rispettose dell’ambiente e della biodiversità, attente alla tutela di lavoratori e consumatori.

Dal 1° gennaio è in vigore il Piano di Azione Nazionale (PAN) per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, con l’obbligo per gli agricoltori di adottare, almeno, tecniche colturali integrate e approcci alternativi alla difesa chimica. Come richiesto dalle associazioni di categoria, è indispensabile che gli agricoltori siano sostenuti con una formazione adeguata e fornendo loro tutte le informazioni necessarie per applicare tecniche a basso uso di pesticidi.

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Registrazione integrale del Convegno di Verona del 23 marzo 2014:

– Agricoltura e ambiente nella nuova PAC

– Pesticidi e salute

Solo l’evento a Verona di CNPNG/PAN (coordinamento nazionale pesticidi no grazie/pesticide acron network italia) ha caratterizzato la settimana mondiale di “astinenza” dai pesticidi. C’è un’enorme strada da percorrere. L’abbandono dei pesticidi è frenato dagli interessi delle multinazionali agrochimiche e di un sistema e di una cultura agroproduttiviste che sono penetrate in profondità nei gangli del “mondo agricolo” (dominato dalla subalternità economica, sociale e culturale) nei confronti del sistema tecnoindustriale. E’ da mezzo secolo che ci raccontano che l'”agricoltura integrata” è la premessa per l’abbandono dei pesticidi. Aspettiamo da mezzo secolo! Intanto l’agricoltura che fa ricorso ai pesticidi continua a ricevere fior di sussidi sotto la voce “pratiche sostenibili”, “tecniche ecocompatibili”. Ma c’è anche un altro fronte: quello degli hobbisti. Che possono acquistare prodotti senza patentino (a volte gli stessi per i quali l’agricoltore professionale deve avere il patentino). Che usano dosi “spannometriche”, che non conoscono bene effetti, tempi di sospensione. Troppi orti e frutteti di autoproduzione sono trattati pesantemente. Serve informazione, serve assistenza e consulenza di tipo diverso, adatta ai piccoli produttori, indipendente dagli interessi agroindustriali e agrochimici

fonte http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/03/26/pesticidi-una-settimana-per-unagricoltura-senza-veleni/927148/

Pesticidi, una settimana per un’agricoltura senza veleni

 

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(26.03.14) Ed eccoci alla settimana senza pesticidi (23-30 Marzo). Già perché è proprio in primavera che contadini e hobbisti che coltivano la terra abbondano nelle campagne con l’uso di questi prodotti per preparare il terreno alle nuove colture. Siamo al nono anno consecutivo di questoappuntamento ecologico, che si indice in ben 27 Paesi, Francia in testa, perché è proprio lì che si fa un uso smodato di questi pericolosi prodotti. Anche se possono sembrare innocui e controllati, i pesticidi agiscono sulla salute delle persone e degli animali in maniera irreversibile.

Molti sono scettici oppure non vogliono impegnarsi nel trovare soluzioni alternative, ma basta leggere quanto ha fatto proprio la Francia due anni fa. Il Paese d’Oltralpe ha infatti inserito tra le malattie professionali degli agricoltori, in quanto esposti ai pesticidi, il morbo di ParkinsonViene riconosciuto dunque per legge un legame tra l’uso di queste sostanze e la malattia. Di questa correlazione si parlava da tempo, ma con la trasformazione in commi e articoli si dà la possibilità di vedersi riconoscere l’infermità a livello legale. Chissà che fatica far passare una legge così. La consapevolezza porta comunque alla buona coscienza, che non dovrebbe rimanere circoscritta ai nostri vicini d’Oltralpe. Certo loro sono molto più attivi di noi. Tanto attivi che all’inizio di quest’anno hanno portato a casa un altro meraviglioso e fantastico riconoscimento di legge: il divieto all’uso di pesticidi nelle aree urbane.

Si può arrivare a un’agricoltura senza veleni? Si può pensare che un giorno riusciremo forse amangiare più sano e più controllato? Questo è il dilemma principale che spinge ormai milioni di persone a fare delle scelte a volte davvero drastiche e necessarie. Le rivoluzioni vanno indirizzate e controllate. Non si può agire a caso. Siamo arrivati al punto che i contadini non controllano più nulla, a partire dai semi fino ai pesticidi. Per non parlare dei prezzi.

Il cambiamento deve essere politico. Occorre ridistribuire il cibo e la sua produzione; promuovere le filiere corte (è di questi giorni la notizia dell’insalata che va su e giù per il nostro Paese facendone aumentare i costi) e rinsaldare i legami tra agricoltori e consumatori. Ma soprattutto riqualificare il ruolo di chi “alimenta la terra”. Un ruolo forte e preponderante che negli ultimi tempi è andato un po’ in ribasso. Il lavoro del contadino ha perso appeal. Sembra un lavoro di second’ordine. E allora ridiamogli prestigio no?

Gli agronomi di Agraria.org hanno stampato e venduto tante magliette con il logo “Sono un contadino e me ne vanto”. Ecco, occorre recuperare un po’ di sana tradizione e dare un senso a tutto. Come? Intanto partecipando e coinvolgendo più gente possibile. In questa settimana senza pesticidi in Francia le attività fervono e sono numerosissime, qui da noi registriamo un solo appuntamento. Ed è a Verona. Tutto il resto è… silenzio assoluto. Come mai?

Già come mai? Come possiamo difenderci da tutti questi velenosi antiparassitari? Una cosa la possiamo fare fin da subito, ed è quella di lavare bene i prodotti prima di consumarli. Alcuni consigliano di lavare con acqua e sale frutta verdura, altri suggeriscono l’uso del bicarbonato. Altri ancora di spazzolare la frutta con l’aceto. Piccoli rimedi a cui non dobbiamo assolutamente rinunciare con l’obiettivo però di dare una risposta alla domanda precedente: come mai in Italia, rispetto alla Francia che ha portato a casa grossi risultati, si va in ordine sparso e tutto tace?

Cronache di ordinari pesticidi in Valpollicella

1) Giornata ventosa? Fatto sta che la nuvola creata dall’irroratore (300 m)  la dice lunga sulla deriva che subisce la distribuzione dei “fitofarmaci”

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2) (sotto) Parco giochi comunale trattato con il glifosato

 

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3) Cimitero comunale con vigneto trattato con glifosato

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Attenzione, non si tratta di casualità. I piccoli frutti, come le mele, “richiedono” (in funzione di produttività, varietà, tecniche di coltivazione) un elevato grado di “protezione fitoterapica” ovvero numerosi trattamenti con pesticidi. Residui di pesticidi nelle mele e nei piccoli frutti sono sistematicamente più frequenti ed elevati rispetto ad altri prodotti ortofrutticoli. Il consumatore attratto dall’immagine di naturalezza dei piccoli frutti “di bosco” pensa che siano più “naturali”. Invece è vero il contrario. Allora non bisogna consumare più piccoli frutti? No. Come nel caso delle mele ci si deve orientare almeno per questi prodotti al biologico

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fonte: http://tribunatreviso.gelocal.it/cronaca/2014/03/20/news/pesticidi-nei-frutti-di-bosco-maxi-multa-alla-surmont-1.8888455

(21.03.14) Pederobba. L’Arpav trova tracce di fitofarmaci tra ribes e mirtilli surgelati La ditta: noi non li produciamo. Il Comune stacca il verbale da 15 mila euro

PEDEROBBA. Pesticidi tra i frutti di bosco surgelati. Stangata la Surmont di Pederobba. Che ha perso pure il ricorso al Tar con cui contestava la multa datale dal Comune. Ora o ricorre al tribunale civile di Treviso o paga gli oltre 15mila euro di multa staccata dall’ente locale dopo il verbale dell’Arpav di Verona.

La Surmont srl ha sede a Pederobba, confeziona e commercializza surgelati. A farla finire nel mirino dell’Arpav è stata una confezione di “Misto frutti di bosco”.

Tra ribes e mirtilli surgelati l’Arpav di Verona ha trovato esidui di propargite, un pesticida. Il campione sottoposto ad analisi dall’Arpav era stato prelevato da un deposito di Santa Maria di Sala e le prime analisi avevano riscontrato la non conformità per la presenza di questo residuo.

L’azienda, ancor prima della revisione delle analisi, aveva provveduto a chiedere un’audizione e a presentare una sua memoria. In pratica aveva affermato che non coltivava quei prodotti, ma li acquistava all’estero. In particolare aveva presentato delle fatture di acquisto di frutti di bosco in Cile e Polonia.

Aveva pure osservato che non coltivando, non faceva uso di prodotti fitosanitari, ma mirtilli, ribes, more e lamponi arrivavano già surgelati e la Surmont si limitava a miscelarli e a commercializzarli.

Ma in questa materia le norme italiane sono ancor più rigide di quelle comunitarie e così per l’Arpav, anche se non era stata la Surmont a coltivare quei prodotti e quindi a usare i prodotti fitosanitari, tuttavia era tenuta a controllare le caratteristiche di quei prodotti con proprie analisi.

Il Comune ha dato ragione all’Arpav e ha ordinato alla Surmont di pagare una sanzione amministrativa di 15.493 euro entro trenta giorni e altri 476 euro da versare all’Arpav a copertura delle spese delle analisi effettuate. Sempre che la Surmont non ricorra al tribunale di Treviso contro l’ingiunzione del Comune di Pederobba di pagamento della sanzione. «È l’Arpav che ha fatto tutte le analisi», dice il sindaco Raffaele Baratto, «la Surmont è una bella realtà aziendale del nostro territorio, ma il Comune è vincolato a procedere in base alle risultanze dell’Arpav».

Prime significative restrizioni dell’uso dei pesticidi sulle colline del Prosecco da parte del comune di Follina. Verso uno stop delle deroghe per i prodotti più pericolosi (dall’estate 2014) e ulteriore giro di vite dugli elicotteri

fonte: http://tribunatreviso.gelocal.it/cronaca/2014/03/22/news/pesticidi-stop-vicino-alle-scuole-1.8904772

Follina vieta anche i disboscamenti per far posto a nuovi vigneti in collina

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FOLLINA. Giro di vite “ambientalista” della giunta Tonin contro i fitosanitari. Durante il consiglio comunale di giovedì sera, il nuovo regolamento di polizia rurale per i 15 Comuni dell’area del prosecco Docg è stato approvato dall’amministrazione follinese con una serie di emendamenti, espressamente richiesti dalla maggioranza uscente (Follina Insieme), che renderanno più restrittivi e meno ambigui alcuni passaggi del documento. Tutelando così maggiormente i cittadini e l’ambiente, ma soprattutto le cosiddette “aree sensibili” (scuole, parchi, oratori, impianti sportivi). La svolta della giunta Tonin partirà dal divieto di utilizzare erbicidi e dissecanti nei luoghi pubblici e nelle aree private ad uso pubblico. Si tornerà allo sfalcio manuale, magari ricorrendo ai lavoratori socialmente utili o alle associazioni di volontariato del territorio. Pollice verso anche all’uso dell’elicottero sulle colline follinesi (a Farrò, in particolare), nonostante l’Usl ritenga i prodotti “lanciati” dall’Eliconsorzio del prosecco come i più controllati e meno dannosi. Sulla vicenda, peraltro, si è astenuto proprio l’assessore di reparto, Cristiano Dal Pont. Follina si aggregherà, dunque, ai sempre più numerosi Comuni che hanno bandito i trattamenti aerei. Mano pesante del Comune anche sulla cosiddetta “deroga”, nel caso di particolari condizioni climatiche, all’utilizzo dei prodotti molto tossici (marchiati T+), tossici (T) e nocivi (Xn), considerato un escamotage dagli ambientalisti per aggirare il regolamento. La maggioranza follinese ha fissato una scadenza per le deroghe ai prodotti in questione ovvero l’estate 2014. Il prossimo anno la commissione ambiente valuterà numero di richieste e benefici di tali deroghe e, quindi, se prolungarne la scadenza. La maggioranza, infine, ha voluto estendere il concetto di “aree sensibili” anche ai serbatoi pubblici dell’acqua potabile: quelli di Follina, infatti, sono tutti circondati da vigneti. Confermata anche la tutela dei boschi follinesi: il Piano degli interventi impedirà i disboscamenti per far posto a nuovi vigneti in collina.

Glauco Zuan

Piu’ informazioni su:pastapesticidisvizzera

(24.03.14) Tracce di pesticidi negli spaghetti in vendita in alcuni supermercati della Svizzera. Bon A Savoir ha condotto dei test specifici per l’individuazione di sostanze sospette su 15 confezioni di pasta e ha riscontrato irregolarità in 7 prodotti, di cui 4 italiani. Il risultato dei test pone un quesito da non sottovalutare: al giorno d’oggi è davvero possibile nutrirsi senza il timore che i prodotti che portiamo sulle nostre tavole contengano dei pesticidi?

Bon A Savoir comunica che queste sostanze tossiche non sono presenti soltanto nella frutta o nella verdura, ma anche nella pasta confezionata. Le 15 confezioni di spaghetti prese in esame sono state acquistate presso supermercati e discount. I test dimostrano che i prodotti confezionati non sono immuni da tracce di pesticidi.

Gli esperti che si sono occupati delle analisi hanno evidenziato che i quantitativi individuati non sono superiori ai limiti consentiti e che negli spaghetti bio non era presente alcuna traccia di pesticidi. In 5 prodotti, sono state individuate tracce di pirimifos metile, un insetticida utilizzato per la conservazione di faine e cereali nei silos.

Un’ulteriore sostanza, la cipermetrina, è stata riscontrata solamente negli spaghetti Qualità & Prix della Coop. Si tratta di un pesticida comunemente impiegato per diverse coltivazioni, compresi cereali, cotone e caffè. Infine, il laboratorio ha individuato tracce di terbufos negli spaghetti a marchio Denner. Il quantitativo era molto vicino, ma comunque inferiore, al limite consentito.

I produttori, come Manor e Coop, hanno sottolineato che i valori riscontrati sono conformi alle leggi vigenti. Il discount Aldi è certo che i propri spaghetti non rappresentino una fonte di pericolo per i consumatori. Infine, secondo Lidl, le tracce di insetticidi individuate non influenzano per nulla la qualità del prodotto.

Di fronte ai risultati ottenuti, Nicolas Roth, collaboratore scientifico del Centro svizzero di tossicologia umana applicata (Scaht) ha assicurato che non c’è motivo di allarmarsi, in quanto le concentrazioni segnalate sono ben inferiori rispetto alle soglie prefissate.

François Veillerette, portavoce dell’associazione francese Generazioni future per la difesa dell’ambiente, è di parere ben diverso. A suo avviso, le sostanze individuate rappresentano degli interferenti endocrini in grado di nuocere alla salute dei consumatori: anche a basse dosi i pesticidi ingeriti potrebbero rappresentare un problema e probabilmente i limiti di legge andrebbero rivisti.

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– clicca qui per ingrandire –

Spaghetti ai pesticidi: Barilla, Reggano, La Pasta di Flavio, Combino, Prix Garantie (Coop), Qualité&Prix (Coop), Denner.

Spaghetti senza pesticidi: Garofalo, De Cecco, Barilla Integrale, Agnesi, Coop Naturaplan, Migros, Mi-Classic, M-Budget.

Supermercati e Discount: Coop, Lidl, Aldi, Migros, Denner.

Per maggiori informazioni: bonasavoir.ch.

Marta Albè

Fonte foto: bonasavoir.ch