Appello al vescovo: ci aiuti siamo assediati dai pesticidi

Scrivono due genitori di Conegliano che devono buttare i prodotti del loro orto per non avvelenare i loro bimbi

Due cittadini di Conegliano, terra di Prosecco (ma anche di un uso massivo pesticidi), scrivono al vescovo di Vittorio Veneto, Corrado Pizziolo per rappresentargli la disperazione di tanti abitanti della zona che subiscono gli effetti delle irrorazioni di pesticidi nei vigneti intorno alle loro case. Vigneti che si sono espansi ovunque negli ultimi anni sulla scorta del successo del Prosecco.  Le istituzioni appaiono sorde. Troppo forti gli interessi in gioco con il business del Prosecco. Mammona ha troppa presa. Come tanti altri in Italia Fabio e Sandra sperano che la Chiesa, specie quella di papa Francesco, sappia ascoltare queste grida di dolore che non sono solo motivatiedalla preoccupazione di tante persone per la salute propria e dei propri cari ma anche dei danni che si ripercuoteranno sulle generazioni future e su tutte le creature viventi. I pesticidi , uniti ad altre minacce , mettono in dubbio la salvaguardia del creato.

 

vigneti-del-prosecco

Conegliano, 24/03/14.

 

Eccellenza,

mi permetto di scriverLe la presente perché siamo disperati.

Disperati come genitori e come cittadini.

Tra pochi giorni inizieranno i trattamenti con i fitofarmaci nelle nostre terre.

Noi abitiamo a Collalbrigo di Conegliano e abbiamo la sfortuna di vivere proprio in mezzo ai vigneti, tutti Prosecco Docg. Vigneti che hanno subito una impressionante diffusione negli ultimi due anni, cancellando prati e boschetti.

Facciamo parte anche di un Comitato che da alcuni anni cerca di convincere i viticoltori ad abbandonare l’uso dei trattamenti con i veleni e di adottare metodologie rispettose dell’ambiente e della Salute.

Metodologie che già da vent’anni esistono e sono sempre più usate da viticoltori rispettosi del creato che Dio ci ha donato.

Ci siamo rivolti anche a Sindaci e Amministratori.

Tutto inutile: con vari espedienti i viticoltori continuano ad usare pericolosissimi pesticidi, classificati come molto tossici.

Pensi che sulle istruzioni dei sacchi che contengono questi fitofarmaci viene imposto agli operai di NON entrare nei campi trattati per almeno 5 giorni. E noi che invece abitiamo a ridosso, dobbiamo vivere con l’incubo che i nostri tre bambini (7, 9 e 12 anni) giochino sul cortile dove è appena piovuta la nube sparata dal viticoltore.

Lo scorso anno abbiamo fatto analizzare i nostri ortaggi, che i nostri bambini piantano e raccolgono ogni anno, e il laboratorio ha riscontrato residui di pericolosi fitofarmaci come il temutissimo Cloropyrifos, Mancozeb, Metalaxil e altri.

Dovevamo buttare via tutto , perché, soprattutto il Cloropyrifos, ha effetti devastanti come interferente endocrino, proprio sui bambini.

Allora abbiamo fatto una denuncia alla Procura della Repubblica di Treviso, ma proprio in questi giorni la Procura ha chiesto l’archiviazione perché i responsabili sarebbero ignoti; ma non le conseguenze, che sono invece ben note.

Fra poco ricomincerà il nostro incubo. Lo scorso anno quasi ogni giorno dovevamo chiudere in gran fretta le finestre e talvolta partircene in auto fino alla sera. Ma così non si può vivere!

Dobbiamo forse vendere la nostra casa che curiamo in ogni momento e sulla cui recinzione tra l’altro stiamo erigendo un’edicola alla Madonna, cui siamo tanto devoti.

Vogliamo far sì che non vinca sempre il dio danaro.

Per amor di Dio, Le chiediamo a cuore aperto: faccia qualcosa Lei, perché non sappiamo più a chi rivolgere la nostra supplica.

Le chiedo che Lei possa comunicare che sulle proprietà della Curia di Vittorio Veneto da quest’anno Lei non usa più fitofarmaci, ma solo prodotti biologici, per un’agricoltura rispettosa dell’uomo e dell’ambiente.

Sarebbe un fortissimo esempio che porterebbe di colpo il livello del benessere comune molto in alto.

Le siamo grati per quanto potrà fare.

 

Fabio Padovan

Sandra Scopel

 

 

P:S.: Le inviamo la presente anche come lettera Raccomandata A.R., oltre che per email, per essere sicuri che la riceva. Grazie.

Annunci