patrizia-gentiliniRiportiamo (in fondo) il link ad una pubblicazione della Dott.ssa Patrizia Gentilini. Oncologa ed ematologa Patrizia Gentilini è impegnata nella divulgazione delle conseguenze della diffusione nell’ambiente e della contaminazione alimentare con i pesticidi. Non solo tumori ma danni metabolici, neuropscichici, alla fertilità, non solo per le persone esposte ma anche per la loro progenie. Di seguito riportiamo le conclusioni e il DECALOGO. L’ultimo punto del “cosa fare” invita a NON DELEGARE AD ALTRI LA TUTELA DELLA PROPRIA SALUTE. Dobbiamo fare nostro fino in fondo questo “comandamento”.  Non si può delegare alle istituzioni, alla politica, all’ambientalismo  istituzionalizzato la lotta per la tutela della salute (che è al tempo stesso tutela degli ecosistemi). Occorre un movimento spontaneo non influenzato dai mille condizionamenti  che subiscono i soggetti istituzionali e le organizzazioni da parte degli enormi interessi in gioco. Un movimento che si unifichi intorno alla messa al bando senza se e senza ma dei veleni in agricoltura, all’estensione – graduale ma con tempi definiti – di tutta l’agricoltura ai metodi biologici senza più le foglie di fico e gli alibi della “lotta integrata”.  Se ci ponessimo obiettivi meno radicali dimostreremmo di non aver capito la gravità di quello che la Gentilini ci dice e che riflette tanto dolore e sofferenza di chi è ammalato e di chi si ammalerà in futuro come conseguenza di un avvelenamento ìlegale’ e ‘sostenibile’ entro i limiti che le autorità decidono che dobbiamo sopportare nel corso della nostra vita.

Conclusioni

Possiamo con ragionevole certezza affermare che la relazione fra pesticidi e salute umana è stata ampiamente indagata e che soprattutto per quanto riguarda i danni neuropsichici per l’infanzia e ri schi tumorali (in particolare tumori ematologici), si riscontra un nesso di causalità difficilmente opinabile. Questi rischi sono stati infatti ormai dimostrati in modo inequivocabile per gli agricoltori o comunque per i lavoratori esposti e la loro prole.

Anche nel nostro paese un recente studio condotto per indagare la mortalità degli agricoltori in Italia rispetto ai lavoratori dell’industria ed altre attività ha posto in evidenza il fatto che in questa categoria, in relazione a tutte le cause di decesso, si sono “riscontrati livelli di rischio generalmente più elevati per i lavoratori e le lavoratrici del settore agricolo rispetto agli altri settori e segnatamente a quello industriale”.

Sempre la medesima indagine segnala che le cause dei suddetti aumenti di rischio, sono anche da ricercare nei “profondi cambiamenti che negli ultimi decenni hanno mutato il volto dell’agricoltura dei paesi sviluppati, vale a dire l’impiego massiccio e sistematico di sostanze chimiche di sintesi (fungicidi, diserbanti, insetticidi e concimi) …in ragione dell’esposizione diretta degli operatori agricoli agli agenti inquinanti.”

Tuttavia è difficilmente credibile che anchele esposizioni ambientali e non professionali possano essere scevre da rischi: le molecole dei pesticidi sono ormai entrate sta bilmente nel nostro habitat, contaminano le acque, i terreni, gli alimenti e si ritrovano nel cordone ombelicale e nello stesso latte materno. Esse agiscono a dosi infinitesimali, sono presenti ormai in veri cocktail di principi attivi ed interferiscono con funzioni importanti e delicatissime quali quelle ormonali, riproduttive, metaboliche.

L’allarme che tutto ciò comporta, almeno nella parte più responsabile del mondo scientifico, è crescente. In un recente li bro di una grande epidemiologa america na Devra Davis troviamo scritto: ”Quando scopriamo che quel che ieri era “il trionfo della chimica moderna” è invece una minaccia mortale all’ambiente mondiale, è legittimo chiedersi cosa altro non sappiamo.

Di fronte a queste considerazioni appare sempre più urgente imboccare l’unica strada che fino ad ora non è stata percorsa nè nella guerra contro il cancro, nè per altre patologie, ovvero la strada della Prevenzione Primaria, cioè una drastica riduzione della esposizione a tutti quegli agenti chimici e fisici già ampiamente noti per la loro tossicità e cancerogenicità. La dimostrazione di quanto sia vincente la strada della Prevenzione Primaria viene proprio, nel campo dei pesticidi, da quanto è stato fatto in Svezia dove, grazie alle ricerche di un coraggioso medico, Lennart Hardell, negli anni ’70 furono messi al bando alcuni pesticidi: ora, a distanza di trenta anni, in quel paese si sta registrando una diminuzione nell’incidenza dei linfomi.

Questa è la strada del resto indicata anche nell’indagine italiana in cui troviamo scritto: “è facile comprendere che adesempio – politiche tese a incentivare le pratiche della agricoltura cosi detta biologica, potrebbero contribuire a contenere in misura considerevole l’esposizione a condizioni critiche come quelle cui qui sopra si è fatto cenno”.

Ci sembra di particolare rilievo segnalare a questo proposito una recente indagine del Rodale Institute che, dopo studi e confronti durati 30 anni, ha evidenziato come l’agricoltura biologica si dimostri superiore a quella convenzionale per produttivi tà, qualità del suolo, dispendio di energia e guadagno economico.

Su temi di così grande rilievo i cittadini hanno il diritto di ricevere informazioni serie, puntuali, chiare: la protezione in momenti “cruciali” della vita quali la gravidanza, l’allattamento, l’infanzia deve essere un imperativo per tutti. E’ nell’interesse nostro, ma soprattutto di chi verrà dopo di noi passare dalle parole ai fatti, adottare precise norme a tutela della salute pubblica e pretendere l’applicazione delle leggi già esistenti, perchè come ha detto Sandra Steinberg: dal diritto di conoscere e dal dovere di indagare discende l’obbligo di agire”.

Il Decalogo

1) PROTEGGERE LE DONNE IN GRAVIDANZA,IN ALLATTAMENTO E LA PRIMA INFANZIA DALL’ESPOSIZIONE A PESTICIDI/FITOFAR MACI E GARANTIRE LORO ALIMENTI NON CONTAMINATI;

2) PROMUOVERE L’ADOZIONE DEI METODI DELL’AGRICOLTURA BIOLOGICA E/O BIODI NAMICA* CHE BANDISCONO L’USO DI PESTICIDI DI SINTESI SOSTITUENDOLI CON METODI DI LOTTA NATURALI E/O NON PERICOLOSI;

3) EVITARE, PER QUANTO POSSIBILE, L’USO DOMESTICO DI FITOFARMACI/INSETTIC DI PER PIANTE ORNAMENTALI, PARASSITI ED INSETTI INDESIDERATI, SOSTITUENDOLI CON I PRINCIPI ATTIVI DELL’AGRICOLTURA BIOLOGICA E/O BIODINAMICA;

4) PROMUOVERE IL CONSUMO DI PRODOTTI DA AGRICOLTURA BIOLOGICA E/O BIODINAMICA;

5) ACQUISTARE PRODOTTI DI STAGIONE, PREFERIBILMENTE LOCALI E DA PICCOLI COLTIVATORI CHE DIANOLE MASSIME GARANZIE CIRCA L’ASSENZA DI PESTICIDI;

6) ESERCITARE AZIONE DI CONTROLLO SULLE MENSE SCOLASTICHE;

7) RICHIEDERE UNA VERIFICA PERIODICA DELLA QUALITA’ DELL’ACQUA E DEI CONTAMINANTI IN ESSA CONTENUTI;

8) LEGGERE, INFORMARSI, DOCUMENTARSI PER RESPONSABILIZZARSI NEI CONFRONTI DELLA SALUTE;

9) EDUCARE I FIGLI AD UNA SANA ALIMENTAZIONE INNANZI TUTTO CON L’ESEMPIO;

10) NON DELEGARE AD ALTRI LA TUTELA DELLA PROPRIA SALUTE

*l’agricoltura biodinamica è ancora più restrittiva di quella biologica e si basa sull’assoluto rispetto dei cicli naturali

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