Le statistiche dei consumi di pesticidi Italian_pesticidesvedono l’ Italia in testa (in qualche anno superata dalla Francia che ha una superficie molto più grande). I dati sulla vendita di pesticidi (tonellate di principi attivi) forniti dalla UE (http://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php/Agri-environmental_indicator_-_consumption_of_pesticides) vedono l’Italia superare paesi molto più grandi.

Va tenuto conto che la superficie agricola della Francia è molto più ampia di quella dell’Italia. Sulla base dei dati della Commissione UE (http://ec.europa.eu/agriculture/statistics/agricultural/2013/index_en.htm) le superfici (in milioni di ha di superficie agricola) risultano: Francia  28,9, Spagna 23,9, Germania 16,7, Polonia 14,8, Romania 14,0, Italia 13,1 Ungheria 5,3, Bulgaria 5,0, Grecia 4,1, Portogallo 3,6

Confrontando i dati più recenti che si dispongono per diversi paesi (2006) emerge come solo il Portogallo si avvicina all’uso di peticidi dell’Italia

Tabella – Confronto al 2006 tra diversi paesi europei nelle vendite di pesticidi per ha di superficie agricola

Stat_pest

Si dirà che l’Italia è il giardino d’Europa dove si concentrano le produzioni legnose (frutticoltura, olivicoltura, viticoltura) che, come si sa, ‘richiedono una copertura con fitofarmaci’ (sic) molto più elevata dei cereali e di altre coltivazioni erbacee. Quello che fa schizzare il consumo di pesticidi in Italia è il ricorso a funghicidi e insettidi usati per le coltivazioni legnose.  Però sia la Spagna che la Grecia e il Portogallo hanno consumi per ettaro più bassi (Grecia e Spagna molto più bassi).

Tabella 1 (Commissione UE) – Tonnellate di principi attivi vendute nei paesi della UE

Consumption_of_pesticides_-_Sales_of_pesticides_(tonnes_of_active_ingredient)_in_selected_countries,_2000-2008

Purtroppo il dato per la Spagna, pari a 36 mila tonnellate di principi attivi è fermo al 2001, quando l’Italia consumava 76 mila tonnellate. Confrontato alla superficie il consumo di pesticidi italiano è  1,5 kg/ha, quello italiano nello stesso anno di 5,8 kg/ha ovvero 4 volte quello spagnolo.  Una differenza abissale che non può essere giustificata né dalla rese più basse per alcune colture, né dal clima (il nord della Spagna ha un clima atlantico molto umido anche se nel complesso la Spagna ha condizioni di minore piovosità che riducono l’esigenza di funghicidi). La struttura delle due agricolture è simile con l’identica quota di cereali e una leggera prevalenza dell’Italia (in percentuale) per le coltivazioni più ‘esigenti’ in termini di ‘protezione chimica’.  Viene da concludere che in Italia al di là della proclamata qualità e sostenibilità delle produzioni agricole vi sia un orientamento ‘chimico’ molto radicato come prova il fatto che anche nell’ambito delle stese coltivazioni e condizioni climatiche vi sono – nell’ambito dell’agricoltura convenzionale – forti differenze nel numero di trattamenti. Monocoltura e ricerca di alte rese con forti concimazioni sono una delle spiegazioni del perché l’Italia è LAND OF PESTICIDES

Tabella 2 – Quota di alcune colture sulla superficie coltivata in Italia e Spagna (fonti UE)

It-Es

Interessanti per dei confronti anche le seguenti mappe della EEA (Agenzia europea per l’ambiente) riferiti al 2003 (http://www.eea.europa.eu/data-and-maps/figures/).

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