Repubblica, come altri media dei potentati finanziar,i scopre le novità sgradite ai padroni del vapore del biocapitalismo globale molto in ritardo. Annuncia che ” per la prima volta” (sic) si dimostra un effetto negativo dei pesticidi sulla fertilità maschile. Ma dove vivono? Guardare qui per capire che è da parecchi anni che i medici e i ricercatori denunciano questo nesso http://www.ruralpini.it/Commenti03.01.12-Salviamo-l-‘-uomo-dai-pesticidi.bak.htm

Save the man intitolava nel 2011 la Swedish society  for Nature Conservation un rapporto che, abbandonando il tradizionale atteggiamento dei conservazionisti (interessati solo alle specie animali in pericolo, meglio se “carismatiche”), lanciava l’allarme per la nostra stessa specie. Il rapporto riassumeva studi intrapresi da diversi anni che hanno già consentito di accumulare molte certezza. Abbastanza per mettere al bando numerosi pesticidi tre cui alcuni molto usati anche in Italia per la “lotta integrata”.  Ovviamente nella “notizia” di Repubblica c’è anche tanto di quel provincialismo che fa parlare di  risultati di indagini scientifiche solo se c’è di mezzo una Università yenkee.

Sono molti i lavori scientifici che dimostrano l’attività antagonista dei pesticidi rispetto ai recettori degli androgeni in vitro e questi effetti sono ben correlati con le loro proprietà antiandrogeniche riscontrate in vivo In ratti maschi esposti nell’utero ad una vasta gamma di pesticidi le strutture-bersaglio sensibili agli androgeni subiscono la demascolinizzazzione. Ma le indagini epidemiologiche confermano una correlazione tra esposizione ai pesticidi e disturbi della sfera riproduttiva maschile: non solo oligospermia ma anche ipospadia, criptorchidismo, ridotta lunghezza del pene ecc.

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fonte: http://www.repubblica.it/salute/ricerca/2015/03/31/news/pesticidi_in_frutta_e_verdura_danneggiano_fertilita_maschile-110891179/

Allarme pesticidi in frutta e verdura: riducono la fertilità maschile

Per la prima volta uno studio, condotto ad Harvard, dimostra una relazione diretta fra alimenti contaminati e qualità degli spermatozoi. La ricerca, su un campione ridotto di 150 uomini, ha rilevato che il rischio dipende anche dal tipo e dalla quantità di prodotti che si mangiano. Piselli, fagioli e cipolle più ‘sicuri’ di peperoni, spinaci, mele e pere. Gli esperti: lavare a fondo e togliere la buccia

di AGNESE FERRARA

ROMA –  I pesticidi presenti sulla frutta e la verdura provocano effetti sulla fertilità maschile. Ora, per la prima volta, i danni sono stati valutati non su persone esposte per ragioni professionali o sull’ambiente, ma su comuni consumatori. Prima di assumere le verdure è dunque bene lavarle più volte con molta cura e sbucciare sempre la frutta. Lo raccomandano gli studiosi del Dipartimento di nutrizione ed epidemiologia della Harvard T. H Chan school of public health di Boston che hanno condotto un’indagine su un campione di 155 uomini con problemi di fertilità, dai 18 ai 55 anni di età.

Dallo studio, pubblicato con tanto di editoriale sull’autorevole rivista Human Reproduction, risulta che il danno è correlato alla quantità e al tipo di frutta e verdura consumate, perché ci sono quelle che ne contengono di più e quelle che ne contengono solo tracce. Negli Stati Uniti, il dipartimento dell’agricoltura pubblica annualmente delle tabelle riassuntive sul contenuto di pesticidi di frutta e verdura ed è a queste tabelle ufficiali che hanno fatto riferimento gli studiosi per l’indagine.

Il campione è stato seguito per 18 mesi durante i quali ogni soggetto ha compilato dei questionari dettagliati su cosa e quanto mangiava, oltre ad essere sottoposto a periodiche analisi del liquido seminale. Comparando la quantità e il tipo di frutta e verdura consumate e i relativi tassi di pesticidi con le analisi degli spermatozoi, i ricercatori hanno scoperto che chi assumeva più di una porzione e mezza al giorno di frutta e verdura con elevati livelli di pesticidi aveva il 49% di spermatozoi in meno, ovvero 86 milioni contro i 171 milioni di chi invece ne consumava meno di mezza porzione al giorno e sceglieva quelle con poche sostanze chimiche. In chi mangiava frutta e verdura con alti livelli di pesticidi è risultato compromesso anche lo sviluppo normale degli spermatozoi con una percentuale del 32% in più rispetto agli altri.

Quali sono i cibi più a rischio e quelli invece più sicuri? “Quelli che contengono meno pesticidi sono i piselli, i fagioli, il pompelmo e la cipolla. Livelli elevati di residui invece sono stati riscontrati nei peperoni, negli spinaci, nelle fragole, nelle mele e nelle pere”,  precisano gli autori in una nota stampa. “Si tratta di una indagine preliminare fatta su un piccolo campione, ma per la prima volta abbiamo dimostrato che esiste una relazione fra pesticidi e qualità del seme – spiega Jorge Chavarro, a capo della ricerca – . I nostri risultati non devono scoraggiare il consumo di frutta e verdura, ma riteniamo che sia necessario adottare più strategie per combattere l’uso dei pesticidi, scegliendo prodotti organici e vietando le coltivazioni che usano grandi quantità di sostanze chimiche”.

Commenta Elena Vicini, della sezione di istologia ed embriologia e ricercatrice specializzata in biologia della riproduzione alla Sapienza di Roma:  “La ricerca è stata condotta su un campione piccolo e andrebbe estesa a una popolazione più vasta e senza problemi di sterilità per capire quanto i pesticidi incidano sulla qualità degli spermatozoi  Il risultato è comunque molto importante. La frutta e la verdura proteggono la fertilità maschile perché sono ricche di antiossidanti e non bisogna rinunciarci – avverte Vicini – . Si deve però avere maggiore consapevolezza nella scelta di alimenti non trattati rivolgendosi soprattutto a coltivatori di fiducia. E ricordandosi si lavare sempre a fondo la verdura e sbucciare la frutta”.

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