Le notizie di questi giorni dicono che la Francia e altri paesi stanno pensando di bandire il Glifosate. In Italia, invece, tutto tace. Parla la Coldiretti,  un sindacato di ispirazione cristiana con tanto di assistenti ecclesiastici ma che, a quanto pare, del prossimo e del Creato non gli interessa più di tanmto, visto che si tricera dietro un ipocrita e burocratico: “”CI ATTENIAMO AL MINISTERO”. Il Glifosate è stato classificato probabile cancerogeno dall’IARC ma loro attendono che il Ministero si svegli. Ma oltre al Ministero non esiste anche la coscienza? Il principio di precauzione che dice che se c’è un forte sospetto che stiate avvelenando i fratelli e tutti gli esseri viventi? Sapete che è pericoloso e lo irrorate ugualmente?  Sapete che a Brescia nelle acque il Glifosate è oltre i limiti di legge? Certo che sì, ma ve ne fregate. Sapete che Brescia è in una situazione da “terra dei fuochi” con le discariche, gli inceneritori, le acciaierie, la concentrazione di impianti per il trattamento di rifiuti “attirati” per business dalle provincie vicine. E cosa fate? Fornite il contributo dell’ “agricoltura” (ma ormai è una squallida depandance industriale) all’avvelenamento del territorio. A Brescia c’è la tragedia del PCB. Ma la Coldiretti al carro degli interessi agroindustriali si nasconde dietro il dito del… “fintanto che è autorizzato lo usiamo”. Cosa ne dice Papa Francesco? Attendiamo anche da lui parole chiare. I pesticidi fanno strage. Non si vede il sangue che scorre ma il modo subdolo con cui agiscono causa montagne di sofferenze e danni irreversibili nel medio periodo. Un’offesa al creato, all’uomo e a Dio per chi crede.

Monsanto MonSATAN Sign

fonte: http://www.ilgiorno.it/brescia/erbicida-cancerogeno-1.814566

«Il Glifosate è autorizzato ci atteniamo al Ministero»

Brescia, 1 aprile 2015 – «E’ un fitofarmaco autorizzato, ci atteniamo a quello che dice il Ministero». Anche se il glifosate, sostanza alla base di un erbicida tra i più venduti al mondo prodotto da Monsanto, è probabilmente cancerogeno, questo non implica un’immediata sospensione del suo utilizzo. Spetta agli organi competenti, come la Commissione europea, ora decidere cosa fare. Nel frattempo, come devono comportarsi gli agricoltori? Chi ha scelto di seguire la strada del biologico ed è rispettoso dei disciplinari, in teoria già non utilizza sostanze come il glifosate. Gli altri, senza volerne fare una questione di buoni o cattivi, invece lo usano perché è tra quelli ammessi dal ministero delle Politiche agricole come disseccante delle erbe infestanti.

«Noi abbiamo aziende agricole costantemente controllate sotto il punto di vista dei fitofarmaci – spiegano da Coldiretti Brescia – tutti hanno anche un quaderno di campagna, dove registrano ogni tipologia di prodotto utilizzato, attenendosi a quelli autorizzati e alle dosi prescritte». E nella banca dati dei fitofarmaci autorizzati dal Ministero c’è anche il glifosate, con le dovute prescrizioni di dosaggio. Ora, però, pesa la classificazione di Iarc come probabile cancerogeno. Per l’Agenzia internazionale sulla ricerca sul cancro potrebbe anche provocare mutazioni nel Dna ed avrebbe una correlazione con i linfoma non-Hodgkin nei lavoratori più esposti.

Il dipartimento bresciano di Arpa, che monitora acque sottorranee e superficiali, lo ha ritrovato in diversi corsi d’acqua del Bresciano, anche in dosi superiori alla soglia di garanzia, segno che viene utilizzato abbondantemente anche nella nostra provincia. Dopo la pubblicazione della ricerca, Monsanto ha sentito la necessità di spiegare, con una nota pubblicata sul suo sito, di essere in disaccordo con Iarc e che tutti gli erbicidi a base di glifosate presenti sul mercato rispettano gli standard rigorosi posti dalle autorità regolatorie e sanitarie per proteggere la salute umana.

«Prima di dare il via libera all’uso dei prodotti – precisa Coldiretti – il Ministero fa tutta una serie di controlli, che sono a garanzia di tutti. C’è poi da dire che è finita l’era in cui si può usare di tutto e di più. Inoltre, avvalersi di questi prodotti ha un costo per l’azienda, per cui l’agricoltore fa ben attenzione a dosarne l’uso». Senza un intervento, dunque, dall’alto, per bandire il glifosate, Coldiretti Brescia spiega che non può dare indicazione ai suoi iscritti di non utilizzarlo: starà alla volontà dei singoli agricoltori decidere se metterlo sotto chiave in via precauzionale.