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Vignaioli

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La circolazione delle notizie su questi intollerabili episodi deve far cresce la rivolta dei consumatori, dei residenti rurali, dei contadini che si rifiutano di avvelenare il prossimo e la madre terra

fonte: : http://gustodivino.it/news-di-gusto-e-vino/bordeaux-bambini-intossicati-dai-pesticidi/edith-di-salvo/10214/#sthash.16EP3t7o.dpuf

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di Edith Di Salvo

(28.05.14) E’ stato un incubo per le famiglie di Villeneuve-de-Blaye, un piccolo borgo di 400 anime nel nord del Bordeaux, completamente circondato dalle vigne.

Il 5 maggio una classe di 24 bambini con l’insegnante si trovava all’esterno della scuola durante una pausa, quando improvvisi crampi addominali, salivazione, tosse mal di testa e occhi arrossati hanno fatto temere un avvelenamento.

I medici giunti in urgenza hanno ricoverato alcune persone compreso l’insegnante.

Quella mattina due viticoltori locali avevano irrorato le vigne con pesticidi e antibotritici e il vento aveva condotto i vapori proprio sul giardino della scuola.

Non esiste una legge che vieti l’irrorazione di agrofarmaci durante le ore scolastiche, né in Francia né in Italia, ma di solito gli agricoltori evitano quegli orari.

Un elemento che ha contribuito a scaldare gli animi dei cittadini di Villeneuve-de-Blaye è stato il fatto che uno dei viticoltori che avevano incautamente irrorato era proprio il sindaco del paese, Catherine Verges.

Le indagini condotte dalla prefettura della Gironde giungono alla conclusione che i bambini e l’insegnante sono rimasti intossicati dall’esposizione ai fungicidi.

Al di la del singolo incidente c’è da chiedersi se e quanto, l’esposizione continua a pesticidi e antibotritici incida sulla salute delle popolazioni adiacenti i vigneti.

Winespectator: Bordeaux Kids Sickened After Winegrowers Spray Chemicals

 

E’ confortante vedere come la chiesa di Bergoglio prenda coraggio nel condannare chi avvelena il prossimo, la madre terra, tutti gli esseri viventi. 

Il cardinal Beniamino Stella (collaboratore del papa) in visita nel suo paese natale nella Prosecco land martoriata dai pesticidi (in zona qualche giorno fa hanno irrorato dall’elicottero dei fedeli che recitavano il rosario all’aperto)  ha detto davanti ad una chiesa strapiena di fedeli«Questa bella comunità la sogno così  oggi è cresciuta giustamente la preoccupazione della gente per l’acqua, per il cibo sano, per i vigneti, troppo contaminati nelle radici e nelle foglie dai pesticidi. L’ecologia e la custodia delle risorse della natura e del creato sono da curare e da implementare».  

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Fonte:  http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2014/05/19/NZ_13_01.html

Pieve di Soligo (TV), il cardinale Stella “condanna” i pesticidi

di Francesco Dal Mas

(19.05.14) PIEVE DI SOLIGO (Treviso) Come un cardinale può sognare la comunità che gli ha dato i natali? Libera dai pesticidi. “Don Beniamino” Stella, così come lo chiamano ancora a Pieve di Soligo, nonostante sia diventato uno dei più stretti collaboratori di papa Francesco, lo ha specificato, nel suo stile semplice ma preciso, alla solenne messa di ieri in duomo a Pieve. «Questa bella comunità la sogno così» ha detto davanti ad una chiesa strapiena di fedeli «oggi è cresciuta giustamente la preoccupazione della gente per l’acqua, per il cibo sano, per i vigneti, troppo contaminati nelle radici e nelle foglie dai pesticidi. L’ecologia e la custodia delle risorse della natura e del creato sono da curare e da implementare». Ad ascoltare il porporato, nel primo omaggio ufficiale che gli ha reso il paese natale, c’erano il vescovo monsignor Corrado Pizziolo, numerosi sacerdoti, il sindaco Fabio Sforza, i candidati alle europee Cancian e Zabotti, anche numerosi produttori di prosecco. «Penso con tristezza a tutto quanto contamina l’aria», ha proseguito il cardinale Stella, che è a capo di uno dei principali dicasteri vaticani, la congregazione per il clero, ed ha citato il clima spirituale dei «nostri bellissimi paesi», contaminato dalla bestemmia, dal turpiloquio, dalla «poca solidarietà e da tante forme, a volte raffinate, di egoismo e di chiusura agli altri». In chiesa sembravano echeggiare la parole di papa Francesco. «Sogno una comunità» ha ancora detto l’ex nunzio apostolico a Cuba con Fidel Castro e in tanti altri paesi «generosa con le persone anziane e poveri», compresi i poveri per solitudine e senso di frustrazione. Stella, dopo aver invitato a pregare per le vocazioni, ha fatto riferimento al suo nuovo ruolo, precisando però: «Dio non guarda ai colori dell’abito e alle insegne, ma alle intimità profonde del nostro cuore». L’arciprete monsignor Giuseppe Nadal ha ricordato ai fedeli che il cardinale pievigino non ha voluto sfarzo, tanto meno sprechi, per questo suo primo incontro in paese. Di regali ha ricevuto un volume con i bollettini della parrocchia e un recipiente in vetro con le preghiere dei bambini. La prima che don Giuseppe ha tolto dal vaso dice: «Vorrei che questo papa non morisse mai, ma se dovesse succedere, fa o Signore che sia eletto papa il nostro don Beniamino». Il duomo è esploso in un applauso incontenibile. E “don Beniamino”, presenti i sei fratelli e le sei sorelle, ha raccontato un simpatico aneddoto. «Sono entrato oggi in questa chiesa, che raccoglie la mia storia di cristiano e sacerdote, con grande timore, quasi vergogna, come quando da chierichetto, lo ricordo come fosse adesso, sono caduto sui gradini dell’altare, portando il grande messale, quello delle solennità, che pesava quasi più di me». All’inizio della celebrazione il vescovo Pizziolo ha portato il benvenuto della diocesi di Vittorio Veneto, al termine il cardinale Stella ha condiviso prima un aperitivo, preparato dagli alpini, e poi il pranzo in palestra con tutto il popolo di Pieve. Il pomeriggio lo ha trascorso in canonica ricevendo coloro che volevano salutarlo, compresi i vescovi Ovidio Poletto ed Eugenio Ravignani.

Appello al vescovo: ci aiuti siamo assediati dai pesticidi

Scrivono due genitori di Conegliano che devono buttare i prodotti del loro orto per non avvelenare i loro bimbi

Due cittadini di Conegliano, terra di Prosecco (ma anche di un uso massivo pesticidi), scrivono al vescovo di Vittorio Veneto, Corrado Pizziolo per rappresentargli la disperazione di tanti abitanti della zona che subiscono gli effetti delle irrorazioni di pesticidi nei vigneti intorno alle loro case. Vigneti che si sono espansi ovunque negli ultimi anni sulla scorta del successo del Prosecco.  Le istituzioni appaiono sorde. Troppo forti gli interessi in gioco con il business del Prosecco. Mammona ha troppa presa. Come tanti altri in Italia Fabio e Sandra sperano che la Chiesa, specie quella di papa Francesco, sappia ascoltare queste grida di dolore che non sono solo motivatiedalla preoccupazione di tante persone per la salute propria e dei propri cari ma anche dei danni che si ripercuoteranno sulle generazioni future e su tutte le creature viventi. I pesticidi , uniti ad altre minacce , mettono in dubbio la salvaguardia del creato.

 

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Conegliano, 24/03/14.

 

Eccellenza,

mi permetto di scriverLe la presente perché siamo disperati.

Disperati come genitori e come cittadini.

Tra pochi giorni inizieranno i trattamenti con i fitofarmaci nelle nostre terre.

Noi abitiamo a Collalbrigo di Conegliano e abbiamo la sfortuna di vivere proprio in mezzo ai vigneti, tutti Prosecco Docg. Vigneti che hanno subito una impressionante diffusione negli ultimi due anni, cancellando prati e boschetti.

Facciamo parte anche di un Comitato che da alcuni anni cerca di convincere i viticoltori ad abbandonare l’uso dei trattamenti con i veleni e di adottare metodologie rispettose dell’ambiente e della Salute.

Metodologie che già da vent’anni esistono e sono sempre più usate da viticoltori rispettosi del creato che Dio ci ha donato.

Ci siamo rivolti anche a Sindaci e Amministratori.

Tutto inutile: con vari espedienti i viticoltori continuano ad usare pericolosissimi pesticidi, classificati come molto tossici.

Pensi che sulle istruzioni dei sacchi che contengono questi fitofarmaci viene imposto agli operai di NON entrare nei campi trattati per almeno 5 giorni. E noi che invece abitiamo a ridosso, dobbiamo vivere con l’incubo che i nostri tre bambini (7, 9 e 12 anni) giochino sul cortile dove è appena piovuta la nube sparata dal viticoltore.

Lo scorso anno abbiamo fatto analizzare i nostri ortaggi, che i nostri bambini piantano e raccolgono ogni anno, e il laboratorio ha riscontrato residui di pericolosi fitofarmaci come il temutissimo Cloropyrifos, Mancozeb, Metalaxil e altri.

Dovevamo buttare via tutto , perché, soprattutto il Cloropyrifos, ha effetti devastanti come interferente endocrino, proprio sui bambini.

Allora abbiamo fatto una denuncia alla Procura della Repubblica di Treviso, ma proprio in questi giorni la Procura ha chiesto l’archiviazione perché i responsabili sarebbero ignoti; ma non le conseguenze, che sono invece ben note.

Fra poco ricomincerà il nostro incubo. Lo scorso anno quasi ogni giorno dovevamo chiudere in gran fretta le finestre e talvolta partircene in auto fino alla sera. Ma così non si può vivere!

Dobbiamo forse vendere la nostra casa che curiamo in ogni momento e sulla cui recinzione tra l’altro stiamo erigendo un’edicola alla Madonna, cui siamo tanto devoti.

Vogliamo far sì che non vinca sempre il dio danaro.

Per amor di Dio, Le chiediamo a cuore aperto: faccia qualcosa Lei, perché non sappiamo più a chi rivolgere la nostra supplica.

Le chiedo che Lei possa comunicare che sulle proprietà della Curia di Vittorio Veneto da quest’anno Lei non usa più fitofarmaci, ma solo prodotti biologici, per un’agricoltura rispettosa dell’uomo e dell’ambiente.

Sarebbe un fortissimo esempio che porterebbe di colpo il livello del benessere comune molto in alto.

Le siamo grati per quanto potrà fare.

 

Fabio Padovan

Sandra Scopel

 

 

P:S.: Le inviamo la presente anche come lettera Raccomandata A.R., oltre che per email, per essere sicuri che la riceva. Grazie.

La strada dell’abolizione dei pesticidi passa attraverso la sensibilizzazione del consumatore,attraverso  la pressione sui decisori politici (in modo da controbilanciare quelle delle lobby agroindustriali) ma anche – e forse ancor più – attraverso l’informazione e l’assistenza ai coltivatori.

Sono quanto mai opportuni incontri come quello che si svolgerà la prossima settimana a Fregona (TV) nel Vittoriese, area di produzione del Prosecco e quindi di viticoltura intensiva con largo ricorso ai pesticidi. Incontro rivolti al tempo stesso ai residenti e ai coltivatori per informare entrambi che produrre senza utlizzare veleni si può.

 

Vittoriese

Cronache di ordinari pesticidi in Valpollicella

1) Giornata ventosa? Fatto sta che la nuvola creata dall’irroratore (300 m)  la dice lunga sulla deriva che subisce la distribuzione dei “fitofarmaci”

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2) (sotto) Parco giochi comunale trattato con il glifosato

 

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3) Cimitero comunale con vigneto trattato con glifosato

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Prime significative restrizioni dell’uso dei pesticidi sulle colline del Prosecco da parte del comune di Follina. Verso uno stop delle deroghe per i prodotti più pericolosi (dall’estate 2014) e ulteriore giro di vite dugli elicotteri

fonte: http://tribunatreviso.gelocal.it/cronaca/2014/03/22/news/pesticidi-stop-vicino-alle-scuole-1.8904772

Follina vieta anche i disboscamenti per far posto a nuovi vigneti in collina

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FOLLINA. Giro di vite “ambientalista” della giunta Tonin contro i fitosanitari. Durante il consiglio comunale di giovedì sera, il nuovo regolamento di polizia rurale per i 15 Comuni dell’area del prosecco Docg è stato approvato dall’amministrazione follinese con una serie di emendamenti, espressamente richiesti dalla maggioranza uscente (Follina Insieme), che renderanno più restrittivi e meno ambigui alcuni passaggi del documento. Tutelando così maggiormente i cittadini e l’ambiente, ma soprattutto le cosiddette “aree sensibili” (scuole, parchi, oratori, impianti sportivi). La svolta della giunta Tonin partirà dal divieto di utilizzare erbicidi e dissecanti nei luoghi pubblici e nelle aree private ad uso pubblico. Si tornerà allo sfalcio manuale, magari ricorrendo ai lavoratori socialmente utili o alle associazioni di volontariato del territorio. Pollice verso anche all’uso dell’elicottero sulle colline follinesi (a Farrò, in particolare), nonostante l’Usl ritenga i prodotti “lanciati” dall’Eliconsorzio del prosecco come i più controllati e meno dannosi. Sulla vicenda, peraltro, si è astenuto proprio l’assessore di reparto, Cristiano Dal Pont. Follina si aggregherà, dunque, ai sempre più numerosi Comuni che hanno bandito i trattamenti aerei. Mano pesante del Comune anche sulla cosiddetta “deroga”, nel caso di particolari condizioni climatiche, all’utilizzo dei prodotti molto tossici (marchiati T+), tossici (T) e nocivi (Xn), considerato un escamotage dagli ambientalisti per aggirare il regolamento. La maggioranza follinese ha fissato una scadenza per le deroghe ai prodotti in questione ovvero l’estate 2014. Il prossimo anno la commissione ambiente valuterà numero di richieste e benefici di tali deroghe e, quindi, se prolungarne la scadenza. La maggioranza, infine, ha voluto estendere il concetto di “aree sensibili” anche ai serbatoi pubblici dell’acqua potabile: quelli di Follina, infatti, sono tutti circondati da vigneti. Confermata anche la tutela dei boschi follinesi: il Piano degli interventi impedirà i disboscamenti per far posto a nuovi vigneti in collina.

Glauco Zuan

fonte: http://www.blitzquotidiano.it/rassegna-stampa/vado-in-cella-ma-non-uso-pesticidi-giboulot-produttore-che-divide-mondo-vino-1759296/

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Giboulot, produttore che divide mondo del vino

ROMA – “Non userò mai i pesticidi sulle mie vigne sane”. Emmanuel Giboulot, 51 anni, francese di Beaune, è un viticoltore biodinamico che rischia il carcere. Possiede un vigneto di dieci ettari in Borgogna, sulla Côte de Beaune e la Haute-Côte de Nuits.

Fa parte dell’associazione Renaissance des Appellations, guidata da Nicolas Joly, guru della biodinamica. Ha ricevuto un ordine del prefetto che impone di ricorrere alla chimica per combattere la cicalina, un insetto vettore della flavescenza dorata, malattia che ha effetti mortali sulle piante dell’uva. La Borgogna, una delle zone più redditizie al mondo per il vino, teme un flagello, per questo per la prima volta è stato deciso di obbligare i produttori all’uso preventivo dei pesticidi antiflavescenza dorata.

Scrive Luciano Ferraro sul Corriere della Sera:

(…) Giboulot, che si occupa di Pinot nero e Chardonnay nella sua azienda, in novembre si è schierato contro questo obbligo, diventando il simbolo di una spaccatura, nel mondo dell’agricoltura, tra il mondo bio e quello convenzionale. È disposto ad affrontare le conseguenze della sua battaglia: sei mesi di carcere e una multa di 30 mila euro. «Questi trattamenti chimici non risolvono il problema — ha spiegato il vignaiolo al sito Bastamag.net — anzi, distruggono anche molti altri insetti e sconvolgono l’ecosistema della zona. Noi invece, con la biodinamica, ci basiamo sull’equilibrio biologico della terra».

È nato un comitato di sostegno a Giboulot, che raccoglie firme anche su Facebook . I due fronti, bio e convenzionale, sono ancora più contrapposti tra le vigne da quando sono usciti i dati di una ricerca sulla presenza di residui di pesticidi nei vini francesi. È risultato che 9 bottiglie su 10, da zone diverse, presentano tracce di queste sostanze chimiche. La Francia, d’altra parte, è uno dei maggiori consumatori di pesticidi: al terzo posto mondiale dopo Stati Uniti e Giappone, 110 mila tonnellate l’anno, al primo posto in Europa. Persino alcuni campioni di vini bio sono risultati positivi al test, per «contaminazione» dai vigneti vicini o forse perché qualche vignaiolo ha usato prodotti non compatibili con l’agricoltura che si richiama alle regole del biologico o della biodinamica.

Giboulot, con il suo rifiuto, ha fatto finire sulla stampa e sui siti di tutto il mondo il dilemma di molti agricoltori sull’uso o meno di trattamenti chimici. «Non li voglio sulla mia terra — ha spiegato il vignaiolo — il prodotto che mi vorrebbero imporre dalla prefettura non è selettivo, distrugge ad esempio l’acaro antagonista dei ragnetti rossi che tolgono linfa alle viti. Noi coltiviamo con il metodo bio dal 1970 e non vogliamo cambiare».

Lapôtre Olivier, capo del dipartimento regionale della Direzione regionale dell’alimentazione, dell’agricoltura e delle foreste in Borgogna, gli ha ribattuto che se non si interviene l’epidemia si scatena, moltiplicando per dieci il numero delle piante infette in un solo anno. Un altro vignaiolo, di Vaucluse, si era opposto ai fitofarmaci contro la flavescenza dorata. Era stato condannato ma la multa è poi diventata simbolica perché ha capitolato, spargendo il pesticida sulle sue vigne. Giboulot invece resiste, il prefetto l’ha convocato prima a novembre, poi il 24 dicembre per contestargli la violazione del codice rurale. L’ultima udienza è stata rinviata. Intanto cresce la solidarietà: verdi, sindacalisti e imprenditori agricoli si sono mobilitati per Giboulot (…)

Se lo chiede Andrea Zanoni, parlamentare europeo con un’interrogazione in merito

Comunicato stampa del 24 settembre 2013

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L’Ue indaga sull’utilizzo dell’elicottero per l’irrorazione dei pesticidi nelle colline del Prosecco

Il Commissario Ue Tonio Borg risponde all’eurodeputato Andrea Zanoni: la Commissione europea verificherà la legittimità delle deroghe concesse per l’irrorazione aerea. Zanoni: “Gli elicotteri dei pesticidi non siano al di sopra della legge. Le direttive europee vanno rispettate nell’interesse della salute dei cittadini

“La Commissione contatterà formalmente le competenti autorità italiane al fine di ottenere maggiori informazioni circa le autorizzazioni concesse per l’irrorazione aerea” dei pesticidi nelle colline del prosecco in provincia di Treviso. E’ la risposta del Commissario Ue alla Protezione dei Consumatori Tonio Borg all’interrogazione di Andrea Zanoni, eurodeputato ALDE e membro della commissione ENVI Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo. “La Commissione verifichi la possibile violazione della Direttiva 2009/128/CE per la deroga concessa al divieto di irrorazione di pesticidi mediante mezzi aerei in provincia di Treviso”.

Il Commissario Ue fa sapere che “sebbene non sussista alcun obbligo giuridico di informare la Commissione, gli Stati membri sono stati invitati a comunicare le informazioni sulle deroghe concesse rispetto all’irrorazione aerea, con particolare riferimento alle disposizioni sul monitoraggio ed alle modalità di avviso ai residenti. Finora non sono pervenute informazioni in tal senso”. In occasione della riunione del gruppo di lavoro sull’uso sostenibile a norma della direttiva 2009/128/CE, tenutasi il 18 aprile 2012, la Commissione ha comunicato agli Stati membri le informazioni raccolte nell’interrogazione di Zanoni.

Qui qualcuno sta scherzando col fuoco, peggio ancora con la salute dei residenti. Anche per il 2013, infatti, è stata autorizzata l’irrorazione aerea di pesticidi per il trattamento dei vigneti nella provincia di Treviso di produzione del Prosecco di Conegliano – Valdobbiadene DOCG in deroga al divieto imposto dall’articolo 9, paragrafo 1 della Direttiva 2009/128/CE”, spiega Zanoni.

L’eurodeputato riporta anche le critiche del WWF Alta Marca Treviso allo studio condotto dall’Ulss 7 di Pieve di Soligo (TV) finalizzato a cercare tracce di sostanze pericolose per la salute nelle urine dei cittadini residenti nell’area del Prosecco: “Sono troppi i dubbi che aleggiano attorno a questo studio secondo il quale, incredibilmente, sarebbero più inquinati gli orti dei trevigiani che le colline del prosecco. Per questo stiamo considerando l’ipotesi di effettuare un secondo studio insieme all’Associazione Medici per l’Ambiente ISDE per vedere quanto l’indagine dell’Ulss 7 sia stata corretta”.

NOTE

L’8 marzo 2012, l’eurodeputato Zanoni aveva presentato un’interrogazione alla Commissione europea per denunciare l’indiscriminato utilizzo dell’elicottero per irrorare di pesticidi i vigneti del prosecco nella Marca trevigiana e chiedere un intervento della Ue per tutelare la salute dei cittadini.

Il 26 aprile 2012 la Commissione aveva risposto sottolineando che l’articolo 9 della Direttiva 2009/128/CE prevede il “divieto dell’irrorazione aerea con la possibilità di eventuali deroghe in condizioni estremamente limitate e controllate. La Direttiva è pienamente applicabile a decorrere dal 14 dicembre 2011”. La deroga è permessa, ad esempio, se non ci sono alternative praticabili rispetto all’uso degli elicotteri oppure se ci sono evidenti vantaggi per la salute umana e l’ambiente rispetto all’applicazione di pesticidi da terra.

Il 27 maggio 2013, Zanoni ha incontrato a Farra di Soligo i responsabili del WWF locale (FOTO e VIDEO) L’eurodeputato si è recato di persona a vedere il ristorante che era stato irrorato pochi giorni prima da un elicottero impegnato nel trattamento dei vigneti.

La scorsa estate, l’Ulss 7 di Pieve di Soligo (TV) aveva avviato uno studio, chiesto a gran voce da più parti, per cercare tracce di sostanze pericolose per la salute nelle urine di 408 cittadini residenti, di cui 138 bambini, nell’area della denominazione Prosecco Docg. L’esame aveva l’obiettivo di individuare la possibile presenza di sostanze pericolose collegate all’abuso di fitofarmaci che, se rilevata, dimostrerebbe senza ombra di dubbio la correlazione tra pesticidi usati nei vigneti e problemi di salute. Il WWF Alta Marca ha contestato i risultati di questo studio (che non avevano rilevato alcuna situazione allarmante per i cittadini) per la metodologia utilizzata, la scelta dei campioni da analizzare e la tempistica stessa delle analisi.

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